E' un audio dell'8 febbraio 2017. Andrea Sempio parlando sempre da solo a voce alta dice: «E' successo qualcosa quel giorno (...) era sempre lì a casa (...) però cazzo (...) alle nove e mezza». Una rilettura che oggi nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco chiuse nei giorni scorsi, potrebbe rivelare che Sempio «potrebbe riferirsi all'orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell'omicidio».

L'atto di accusa della Procura di Pavia contro Andrea Sempio, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto del 2007, è pesante come un macigno e scagiona, di fatto, chi per quel delitto è già stato condannato in via definitiva: l'ex fidanzato della giovane commercialista, Alberto Stasi, che sta finendo di scontare i 16 anni che gli sono stati inflitti. Il 6 maggio, convocato per l'interrogatorio a Pavia dove si è avvalso della facoltà di non rispondere, Sempio si è sentito elencare minuziosamente dai pm tutte le tremende accuse a suo carico. E l'aggiunto Stefano Civardi gli ha comunicato che da parte sua contro Chiara vi era stata un'aggressione che, dopo il rifiuto delle sue avances, era diventata «cieca e sproporzionata», un «annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta». Gli hanno anche spiegato che i «nuovi elementi emersi» «destituiscono di qualsiasi fondamento il 'movente pornografico' in capo a Stasi» e, per contro, «forniscono solidi elementi sul tentativo dell'approccio sessuale di Sempio», perché l'indagine ha fatto venire alla luce circostanze ed elementi fattuali del tutto nuovi rispetto alle indagini dell'epoca e rispetto ai procedimenti successivi», finiti in archivio.