Lo hanno fatto passare dal garage sotterraneo. Lee Gilley, il texano ricercato per il femminicidio della moglie incinta Christa Bauer, è arrivato poco prima delle 10 in tribunale a Torino, in camicia bianca e jeans.
L’uomo, assistito dall’avvocata Monica Grosso, è stato sentito dalla giudice italiana Maria Sterpos della Corte d'Appello di Torino che ha proceduto alla sua identificazione e al suo interrogatorio.
Gilley, ricercato in Texas per femminicidio, alla giudice a Torino: "Chiedo protezione"
La giudice ha chiesto: è stata richiesta l'estradizione per l'omicidio di sua moglie e del bambino che aspettava. Lei acconsente di essere consegnato agli Stati Uniti o vuole che la procedura di richiesta di protezione internazionale vada avanti? "Non acconsento", risponde Gilley. Poi ha reso spontanee dichiarazioni: "Mia moglie è morta e mi hanno incolpato ingiustamente, per questo non ho avuto più fiducia nella giustizia. Io sono innocente. Non ho ucciso mia moglie. L'unico crimine che è commesso è stato scappare. Sono scappato per evitare di essere ucciso. Ho fatto molta fatica per evadere e richiedere la protezione in Italia".
“Killer della compagna incinta”: dal Texas in carcere a Torino, ora la sua estradizione è un caso











