PORDENONE - La casa della Fanciulla rientra nei piani di riorganizzazione delle scuole di Pordenone, secondo una razionalizzazione che vedrebbe in primo piano l’università al Centro Valle, il liceo Leopardi-Majorana in un’unica sede al Centro studi e lo spostamento dell’Ipsia Zanussi all’ex Casa della Fanciulla una volta sistemata. Uno stabile, quest’ultimo, che solo a prima vista sembra disabitato, in realtà all’interno per un lungo periodo ha avuto degli inquilini. Inquilini a quanto risulta poco ortodossi. Perché appena il Comune di Pordenone ha deciso l’intervento non ha voluto più interferenze, sono state così poste delle assi di legno per impedire l’accesso. Ebbene, non li chiameremo “maranza” o “baby gang”, non useremo etichette, ma alcuni inquilini sono tornati. Hanno scavalcato la recinzione e hanno lasciato dei segnali. Inequivocabili.
“Vendetta” in stampatello con la vernice rossa e altre scritte come “Ave” usata spesso in contesti rituali, come del resto “Ouija”, la classica tavoletta che si utilizza durante le sedute spiritiche per comunicare con il soprannaturale, i defunti. E poi c’è quel 763.5 che potrebbe indicare che il gruppo ha effettuato o simulato ricerche paranormali all’interno, o forse ha solamente imitato trend di TikTok o YouTube come l’Urbex notturno e sfide spiritiche. In contesti urbani di questo tipo, la stella (pentacolo) viene spesso usata per evocare un’atmosfera ribelle, tipica di certa estetica punk o metal, ma potrebbe anche essere un segnale lasciato frettolosamente. Se poi sommiamo le cifre 763.5 ritroviamo il 21, un multiplo di 3, come del resto il 33 presente sul muro, una simbologia che nulla ha a che vedere con il pensiero dantesco nella Divina commedia, ma inteso come l’equilibrio delle forze oscure, che viene usato dai giovani per dare un senso di mistero, di teppismo oscuro che dovrebbe incutere paura, potrebbe essere avvertimento, la rivendicazione di quel luogo come proprio. Si tratta ovviamente di scritte che non rimandano ad altri fatti concreti, ma che incutono timore.








