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Rimase un converso tutta la vita e si dedicò alla cura dei malati in Africa. Fu decapitato

Ricordo ancora oggi con un certo fastidio l'ingresso del prete in classe, alle elementari, per l'ora settimanale di catechismo in preparazione alla Prima Comunione. Don Attilio, questo il suo nome, amava raccontarci le storie dei martiri: Santo Stefano lapidato, san Lorenzo arrostito, santa Caterina d'Alessandria decapitata e tanti altri. Ci raccontava le torture che questi poveri cristiani subivano: a qualcuno venivano strappate le unghie, a qualcuno la lingua, a qualcuno gli occhi. Poiché la lezione di don Attilio (che noi bambini chiamavamo don Artiglio per la sua mania di allungare scappellotti a chi non prestava la giusta attenzione) cadeva subito prima della ricreazione, mi capitava spesso, dal cortile della scuola, di vederlo dirigersi verso la sua Fiat 1300 tenendo sottobraccio la sua borsa piena di santi trucidati e partire sereno, come se ci avesse parlato della tabellina del tre.