AREZZO. L’oro è il termometro che misura la febbre del mondo, è il mantra che si ripetono le aziende del distretto orafo più importante d’Europa. E che ha scandito l’apertura della 45esima edizione di OroArezzo, la fiera che mette in vetrina 350 espositori, una fetta delle 1084 aziende aretine del distretto con circa 8500 dipendenti complessivi. Tra i tagliatori del nastro della fiera, tra gli anfitrioni degli stand in grigio per far risaltare meglio la lucentezza dei gioielli e il brillare dell’oro e delle pietre preziose, c’è Maria Cristina Squarcialupi, presidente nazionale di Federorafi Confindustria e di UnoAErre, la storica azienda aretina che quest’anno festeggia i 100 anni di vita, famosa in tutto il mondo per la leadership nella vendita di fedi nuziali.
«L’oro sta attraversando una tempesta perfetta - esordisce Cristina Squarcialupi -un momento complesso e pieno di incertezze. Le aziende affrontano simultaneamente tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi dei metalli, aumento vertiginoso dei costi energetici e turbolenze nei mercati di esportazione. Stati Uniti, Turchia e Emirati Arabi da soli rappresentano il 35-40% delle esportazioni del settore, 12 miliardi e mezzo di euro in totale. Nel 2024 assommavano a 16 miliardi, nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato una perdita del 25%, pari a 3 miliardi in meno».






