Provate a voltarvi indietro, viaggiate fino a sei anni fa, nel 2019, nel mondo prima del Coronavirus. Gli astrofisici scattarono la prima immagine di un buco nero; la cattedrale di Notre Dame a Parigi fu distrutta da un incendio; in Inghilterra Boris Johnson divenne primo ministro; gli Houthi dello Yemen attaccarono con i droni le infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita; l’Unione europea sanzionò la Russia sull’Ucraina (rimanendo però attaccata al tubo del gas per interesse della Germania) mentre a Mosca si moltiplicarono le proteste e gli arresti; DeepMind battè l’uomo nel gioco di strategia Starcraft II e ricevette il titolo di «Gran maestro»; tra novembre e dicembre partirono i rumors su un «nuovo virus» in Cina e solo il 31 dicembre Pechino notificò all’Oms il Covid.
In Italia morì il governo giallo-verde e nacque quello giallo -rosso, Giuseppe Conte rimase presidente del Consiglio. C’erano tutti i segnali dal futuro, il decollo di una nuova era della ricerca spaziale e dell’Intelligenza artificiale applicata al dominio della guerra, il sottosopra del sistema politico inglese e il proliferare dei governi in Italia, la tensione in Medio Oriente guidata dall’Iran, l’Unione europea agganciata al treno tedesco che sbanda, gli shock ravvicinati delle pandemie (ieri i pipistrelli e oggi i ratti, tutto scritto e previsto nel 2012 da David Quammen nel libro «Spillover») e la crisi dell’Occidente di fronte al ritorno delle potenze imperiali.












