L'agricoltura è uno dei settori più esposti alla tempesta dei conflitti e delle crisi globali, ma l'Italia non perde il ruolo di superpotenza agroalimentare. Il governo, che sin dall'inizio del suo mandato ha messo il settore al centro dell'agenda, ha confermato l'impegno a sostenerlo anche in questa fase complessa.
A scendere in campo la stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che, in questi ultimi tre giorni, è intervenuta prima all'assemblea della Cia- Agricoltori italiani e poi al summit della Confagricoltura chiuso ieri dal ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Il ministro ha lamentato la debolezza dell'Unione europea sulle politiche esterne ed interne: «Ci vogliono meno regole oppressive per le nostre imprese, semplificazione e capacità di fare politiche comuni che siano utili, come quelle di gestione idrica».
In questi tre anni, l'Italia ha mostrato una forte dose di pragmatismo (investendo sulla sovranità alimentare oltre 15 miliardi) «che serve - ha ribadito il ministro - per garantire ai popoli la possibilità di continuare a essere liberi e di avere catene di approvvigionamento certe e protette». Si lavora a 360 gradi, dalle misure per contenere i costi delle imprese (energia e fertilizzanti) a un'azione di monitoraggio dei prezzi contro eventuali speculazioni.












