La crisi internazionale fa male alla nostra agricoltura e mai come in questo momento è forte l’appello all’Europa affinché consenta ai Paesi membri di sforare il Patto di stabilità. Se poi non si può più contare come prima sull’aiuto degli Stati Uniti per la nostra sicurezza, sulla Russia per le risorse energetiche e sulla Cina per le materie prime, è evidente che la situazione si complica e per questo dobbiamo rafforzare noi stessi. Dice così la premier Giorgia Meloni dal palco della Triennale di Milano, ospite d’onore della tre giorni “L’Agricoltura, il futuro”, organizzata da Confagricoltura in collaborazione con l’Università Bocconi. «Per decenni abbiamo pensato di poter vivere comodi in un’Europa nella quale appaltavamo» agli altri le nostre esigenze. Ora invece, «ci siamo dovuti svegliare in un mondo nel quale se tu non controlli le cose fondamentali, dipendi da chiunque altro. E non ce lo possiamo permettere», scandisce la leader di Fratelli d’Italia ricordando quando «ci dicevano che volevamo isolare l’Italia e l’Europa», mentre «noi volevamo solo che l’Italia e l’Europa avessero la forza propria delle grandi potenze.
Gli agricoltori lanciano l’allarme sulla «peggiore crisi alimentare» causata dalla la chiusura dello Stretto di Hormuz e dal contesto bellico, ma il governo è forte delle buone notizie che arrivano riguardo l’occupazione. Secondo i dati Eurostat/Istat, infatti, dal 2022 al 2025 la quota di popolazione a rischio povertà o esclusione sociale, è diminuita dell’1,8% e l’anno scorso si è toccato il minimo storico, grazie soprattutto all’aumento dei contratti a tempo indeterminato. Per Fdi è la prova che le politiche di Palazzo Chigi funzionano, a dispetto di chi sperava nella prosecuzione di bonus e reddito grillino. In quanto all’agricoltura, Meloni e il ministro competente, Francesco Lollobrigida, sanno bene che quanto sia importante il settore, che vive un periodo «imprevedibile» a causa delle guerre, ma può contare sul sostegno dell’esecutivo che ha stanziato «15 miliardi in tre anni mettendo a disposizione risorse che nessun altro governo nella storia repubblicana aveva stanziato», dichiara la premier.






