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Pechino punta su droni e mine per bloccare Taiwan e complicare l’intervento Usa in caso di guerra contro Taipei

Bloccare le rotte o almeno rallentare le flotte nemiche: è questa la logica dietro la nuova strategia cinese basata su droni subacquei posamine per limitare un ipotetico intervento Usa in caso di guerra a Taiwan. In un simile scenario, Pechino potrebbe puntare a trasformare i mari circostanti in un campo minato invisibile, capace di intrappolare le forze avversarie prima ancora che entrino in azione.

Secondo quanto riportato dal portale Asia Times, la strategia cinese si basa sull’impiego di droni subacquei autonomi di grandi dimensioni, come il modello AJX002, capaci di trasportare fino a venti mine per missione e operare su lunghe distanze. Questi sistemi sarebbero progettati per colpire non tanto le coste taiwanesi, ma le principali rotte marittime della cosiddetta “prima catena di isole”, includendo aree vicine al Giappone e alle Filippine.