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Taiwan punta su una specie di difesa a strati che comprende droni, radar e satelliti per individuare e fermare un attacco cinese prima che colpisca l'isola

Di fronte alla crescente pressione militare della Cina, Taiwan sta cercando di trasformare il proprio sistema di difesa aerea in una rete integrata, intelligente e multilivello, capace di resistere a un attacco complesso fatto di missili, droni, guerra elettronica e aviazione. Il cuore di questa strategia è quella che il presidente William Lai ha definito una "difesa a strati", pensata non come un singolo scudo, ma come un sistema interconnesso che copre l'intera isola. L'obiettivo? Costruire una sorta di cupola di sicurezza nazionale, spesso descritta come "T-Dome", in grado di individuare, tracciare e intercettare le minacce in ogni fase del loro avvicinamento. Non si tratta solo di avere più missili o radar, ma di far dialogare tra loro sensori e armi diverse, unificando le informazioni in tempo reale.