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Taiwan ha messo in mostra una strategia difensiva multilivello pensata per colpire lontano, controllare il mare e rendere un'eventuale invasione cinese lunga e costosa

Taiwan ha scelto di rendere visibile la propria strategia di sopravvivenza in uno dei momenti di massima pressione militare da parte di Pechino. Nel pieno delle esercitazioni cinesi attorno all'isola, note come Justice Mission 2025, il Partito Democratico Progressista (DPP), forza di governo a Taipei, ha infatti diffuso una grafica dettagliata che illustra le possibili linee di difesa contro una futura invasione dalla Cina continentale. L'obiettivo di una simile mossa? Dimostrare che l'isola non è impreparata e che ogni eventuale attacco incontrerebbe una resistenza strutturata e multilivello. Ricordiamo che le ultime manovre cinesi, sempre più mirate e realistiche, hanno incluso simulazioni di blocco navale, attacchi a porti strategici e operazioni aeree con bombardieri H-6, azioni chiaramente volte a scoraggiare e neutralizzare un intervento statunitense e l'arrivo di forniture militari a Taiwan. In risposta, Taipei ha messo sul tavolo la propria dottrina difensiva, mostrando come le aree interessate dalle esercitazioni del PLA e della Guardia Costiera cinese rientrino nel raggio d'azione dei sistemi d'arma taiwanesi.