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Ultimo aggiornamento: 17:17
La Svizzera presenta il conto all’Italia e alla Regione Lombardia per i trasporti olimpici, mentre i debiti per il servizio di bus navette garantito a Fondazione Milano Cortina nel Bellunese non sono ancora stati onorati e così deve intervenire la Regione Veneto con un finanziamento anticipato. Nel primo caso si tratta di 2,6 milioni di franchi svizzeri (circa 2 milioni e mezzo di euro), nel secondo di 9 milioni di euro. Diventa sempre più martoriato il dopo-Giochi, tra indagini giudiziarie (a Belluno per la cabinovia incompiuta di Apollonio-Socrepes), le istruttorie della Corte dei Conti (in Lombardia per il Pala Santa Giulia) e l’annuncio di debiti per oltre 300 milioni di euro.
Durante le Olimpiadi i Grigioni avevano allestito un piano dei trasporti per portare gli spettatori a Livigno (Sondrio), evitando il caos viario e l’intasamento della località turistica a cui si accede dalla Svizzera attraverso una lunga galleria a senso unico.
Il cantone ha pronta una fattura che sarà spedita alla Regione Lombardia, anche se le richieste già anticipate prima delle Olimpiadi non avevano portato ad accordi formali. I costi totali sono stati pari a 3,5 milioni di franchi. Lo affermano le autorità elvetiche in un comunicato, secondo cui gli adeguamenti flessibili apportati al Piano durante l’evento (il flusso di visitatori è stato inferiore al previsto) hanno ridotto di oltre il 35 per cento l’importo rispetto ai 5,5 milioni approvati dal governo cantonale in ottobre. “Le misure sono state pianificate sulla base delle indicazioni fornite dagli organizzatori italiani relative all’affluenza attesa” è stato spiegato. Il cantone è pronto a farsi carico solo di una spesa di 900 mila franchi, il resto lo chiede all’Italia. “Il cantone dei Grigioni informerà la Regione Lombardia in merito ai costi effettivamente sostenuti e la inviterà a farsene carico”, ha spiegato la consigliera di stato Carmelia Maissen, direttrice del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità, nella nota ufficiale.






