Trasformare una nicchia enologica, lo spumante altoatesino, in un punto di riferimento della tecnologia applicata alla produzione del vino e al suo racconto è l’idea che si svela all’ingresso della rinnovata cantina Kettmeir. Dopo un lavoro di 18 mesi, che ha dovuto garantire la continuità operativa della realtà nata a inizio 900, e un investimento che a conti fatti dovrebbe avvicinarsi ai 10 milioni di euro, l’azienda parte del gruppo Herita Marzotto apre le porte ai wine lover per raccontare una tradizione che si rinnova, migliora e punta a conquistare il nuovo pubblico dei consumatori.
L'enologo Josef Romen
Al centro dell’esperienza c’è il focus sulle fasi produttive, contrassegnate dall’utilizzo di una «tecnologia gentile», con cui «preservare ed esaltare le qualità di una materia prima di qualità – racconta Joseph Romen, enologo e memoria storica della cantina – D’altronde, noi abbiamo la fortuna e la responsabilità di trattare un uva che naturalmente possiede delle proprietà uniche; anche grazie al contesto in cui si coltiva. Siamo dei “genitori adottivi” di un prodotto che va solo accompagnato alla sua maturità». Senza sprechi, come dimostra la limited edition Baustelle: nata in maniera del tutto inaspettata, da un vero e proprio incidente di cantiere, che ha macchiato di cemento le bottiglie in catasta, questa edizione speciale e il suo iconico packaging in cassa di legno sono stati assunti a emblema del rinnovamento.






