PADOVA - Sono bagnati fradici il presidente Francesco Peghin e il vice Giovanni Banzato quando escono dallo spogliatoio dove sono stati festeggiati dai giocatori per la salvezza conquistata con una giornata d'anticipo. Una festa cominciata al triplice fischio in campo dai biancoscudati che a lungo si sono intrattenuti con i tifosi sotto la nuova curva sud per poi salutare il resto dello stadio, proseguita in spogliatoio e andata avanti con i giocatori che si sono fermati in Favelas con gli ultras.

È davanti all'uscio del portone d'ingresso che conduce proprio negli ambienti interni dello stadio che Peghin invita Banzato ad andare insieme in spogliatoio per complimentarsi con la squadra. Nell'occasione il presidente rivolge lo stesso invito anche al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli che però declina lasciando la scena ai due azionisti.

Il primo poi a uscire dopo qualche minuto è proprio Giovanni, figlio di Alessandro che non era presente allo stadio ma che ha guardato la partita. «È stata una soddisfazione grandissima dopo il primo tempo nel quale francamente abbiamo giocato e meritavamo anche di segnare un gol. Probabilmente abbiamo speso tantissimo e nel secondo tempo siamo calati, anche se in campo non abbiamo mai smesso di crederci perché da quando c'è questa curva sembra che ci sia qualcosa di magico, è una cosa incredibile. Dopo il rigore parato da Sorrentino sapevo che sarebbe successo qualcosa ed è arrivato in una maniera stranissima all'ultima minuto per cui è tutto più bello».