I gruppi che arrivano dall'estero: Europa ma anche Argentina, Brasile e altri Paesi

Fabio De Pellegrini dalla Germania

Genova – C'è chi per un anno intero rinuncia a qualcosa e mette i soldi da parte per arrivare da oltreoceano e non mancare l'Adunata. C'è chi qui, tra centinaia di migliaia di commilitoni, ritrova l'amico di sempre lasciato in Italia per emigrare all'estero in cerca di fortuna. E c'è chi torna ogni anno per "ritrovare la propria famiglia", riconoscibile dall'iconico cappello con la penna nera. Sono gli Alpini dei gruppi che arrivano dall'estero, Europa ma anche Argentina, Brasile, ovunque.

Venerdì sono arrivati a Genova e, come prima tappa, hanno visitato il Museo dell'emigrazione italiana, ripercorrendo una storia che hanno vissuto anche sulla loro pelle. Tra loro c'è Fabio De Pellegrini, 72 anni, emigrato dalla provincia di Belluno il 17 settembre 1967, appena sedicenne. Si trasferì in Germania, a Stoccarda, dove imparò a fare l'idraulico. Tornò poi in Italia per fare il servizio militare negli Alpini e, una volta terminata la "naja" tra le montagne bellunesi è ritornato in Germania. "Ma una volta alpino, si resta alpino - racconta - Le Adunate dal 1978 in poi non le ho mai mancate. Sono venuto tre volte a Genova e ritornare è sempre un piacere".