TREVISO - Pioggia e vento non hanno fermato gli Alpini trevigiani calati a Genova per la 97esima Adunata generale, tra di loro anche il sindaco Mario Conte che ha voluto sfilare portando in mano il cappello alpino di Giancarlo Gentilini. Sono state oltre 4mila le Penne Nere della Marca a raggiungere in qualsiasi modo il capoluogo ligure: auto, treno, corriera, qualche gruppo a piedi. E ieri mattina, alle 10,30, erano tutti puntuali sul punto dell'ammassamento in attesa del loro turno per muoversi. Tutti ordinati, con cappello orgogliosamente calcato in testa, maglietta e camicia del gruppo indossata. Assieme a loro la pattuglia, sempre numerosa, dei sindaci trevigiani arrivati per stare accanto alle Penne Nere dei propri comuni. Presenti tra gli altri Marco Donadel nella duplice veste di primo cittadino di Roncade e di presidente della Provincia, Marco Della Pietra (Spresiano), Elena Stocco (Preganziol), Luciano Fregonese (Valdobbiadene), Adalberto Bordin (Montebelluna), Stefania Golisciani (Casale) e tanti altri, compreso anche molti assessori. Una vicinanza sempre molto apprezzata da gruppi.
Conte ha voluto rendere omaggio a Gentilini tenendo in bella visto il cappello tanto caro allo Sceriffo. Un gesto semplice per ricordare il sindaco Alpino andato avanti giusto un anno fa e che, fino a quando l'età e la salute glielo hanno permesso, di adunate non se n'è persa nemmeno una. Conte ha voluto ricordarlo col consenso della moglie Maria e anche andando contro il protocollo dell'Ana che non vede di buon occhio questi gesti: «Sono orgoglioso di aver partecipato - racconta il sindaco - l'ho voluto fare portando con me il cappello del nostro Giancarlo Gentilini, sindaco di Treviso per sempre, che ha sempre saputo ricordarci il valore dell'appartenenza, del servizio e dell'amore per la comunità. Sono certo che anche lui ci accompagna in queste giornate di famiglia, amicizia e identità alpina. E guardiamo già avanti perché nel 2027 ospiteremo a Treviso il Raduno Triveneto».











