Il focolaio di hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera Mv Hondius, salpata da Ushuaia (Argentina) il primo aprile scorso e partita ora per le Canarie, dove dovrebbe attraccare nei prossimi giorni, continua ad essere monitorato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), in accordo con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che in base alle informazioni più recenti continuano a classificare come molto basso il rischio per la popolazione mondiale. A riferirlo è una nota diffusa dal Ministero della salute, che ha inoltre specificato che a bordo della nave non sono presenti passeggeri di nazionalità italiana. E, anche alla luce del fatto che alcuni passeggeri siano scesi dalla nave, gli esperti invitano a mantenere la calma: "Non si tratta del prossimo Covid, ma è una grave malattia infettiva", ha affermato ad Ap Maria Van Kerkhove, la massima esperta di epidemie dell'Oms. "La maggior parte delle persone non ne verrà mai a contatto".Il focolaio di hantavirusIl 2 maggio scorso, ricordiamo brevemente, è stato segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un focolaio di passeggeri affetti da gravi patologie respiratorie a bordo della nave, che trasporta un totale di 147 persone, tra cui 88 passeggeri e 59 membri dell'equipaggio, appartenenti a 23 nazionalità. Il 4 maggio, si legge nella nota, sono stati identificati 7 casi (2 casi di hantavirus confermati in laboratorio e 5 casi sospetti), tra cui 3 decessi, un paziente in condizioni critiche e 3 persone che hanno segnalato sintomi lievi. In particolare, un uomo (caso 1), che aveva viaggiato in Sud America prima di imbarcarsi, ha manifestato febbre, cefalea e diarrea il 6 aprile, mentre 5 giorni dopo ha sviluppato sintomi respiratori che lo hanno portato al decesso nella stessa giornata. Per il paziente, tuttavia, non sono stati effettuati test microbiologici, svolti invece in una donna (caso 2), che era stata a stretto contatto con il caso 1 e che è deceduta nel pronto soccorso di Johannesburg il 25 aprile scorso, per cui appunto il test Pcr ha confermato l'infezione da hantavirus.Gli hantavirusCome ricordano dall'Oms, la sindrome polmonare da hantavirus (hantavirus pulmonary syndrome – Hps) è una malattia respiratoria virale di origine zoonotica causata dagli hantavirus del genere Orthohantavirus, famiglia Hantaviridae, ordine Bunyavirales. All'interno di questo genere sono state identificate oltre 20 specie virali: il virus Sin Nombre è la causa predominante di Hps in Nord America, mentre i virus Andes (Andv) è responsabile della maggior parte dei casi in Sud America. L'infezione da hantavirus nell'uomo, come vi abbiamo già raccontato, si contrae principalmente tramite il contatto con l'urina, le feci o la saliva di roditori infetti. “Gli hantavirus sono virus che possono trasmettersi dagli animali all'uomo, il più delle volte quando le persone inalano polvere o minuscole particelle sollevate dall'urina, dagli escrementi o dalla saliva di roditori infetti, soprattutto in luoghi chiusi o scarsamente ventilati”, precisano dall'Ecdc. I sintomi dell'Hps, ossia cefalea, vertigini, brividi, febbre, mialgia, nausea, vomito, diarrea fino alla comparsa improvvisa di distress respiratorio e ipotensione, si manifestano da 2 a 4 settimane dopo l'esposizione iniziale al virus. Le infezioni da hantavirus, tuttavia, sono relativamente rare a livello globale, seppur gravi e potenzialmente fatali: sono associate, infatti, a un tasso di letalità inferiore all'1-15% in Asia e in Europa e fino al 50% nelle Americhe.La trasmissione da persona a personaSebbene sia un fenomeno raro, sono stati segnalati casi limitati di trasmissione da persona a persona di Hps causata dal virus Andes. “L'eccezione è il virus Andes, segnalato principalmente in alcune zone del Sud America, che si è dimostrato in grado di diffondersi tra le persone, in genere attraverso contatti stretti e prolungati”, spiegano dall'Ecdc. “L'ipotesi attuale è che alcuni passeggeri siano stati esposti all'Andv durante un soggiorno in Argentina prima dell'imbarco, dove l'Andv è endemico, e che successivamente abbiano trasmesso il virus ad altri passeggeri a bordo della nave da crociera. In questa fase iniziale dell'indagine, con le informazioni limitate a disposizione, consideriamo tutti i presenti a bordo come contatti stretti, data la natura chiusa degli spazi e le attività sociali condivise, in linea con il principio di precauzione". Il rischio che il virus Andv si diffonda nella popolazione europea a partire da questo focolaio sulla nave da crociera è molto basso. “Anche qualora si verificasse la trasmissione dell'Andv dai passeggeri evacuati dalla nave, il virus non si trasmette facilmente, pertanto è improbabile che causi molti casi o un'epidemia diffusa nella comunità, a condizione che vengano applicate le misure di prevenzione e controllo delle infezioni", concludono gli esperti. “Inoltre, il serbatoio naturale dell'Andv non è presente in Europa, pertanto non si prevede l'introduzione del virus nella popolazione di roditori e la potenziale trasmissione dai roditori all'uomo in Europa”.
Il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera Mv Hondius può essere la scintilla di una pandemia? Gli esperti invitano alla calma
Anche se si verificasse la trasmissione del virus Andes dai passeggeri scesi dalla nave, Ecdc e Oms continuano a ritenere il rischio molto basso per la popolazione mondiale











