VAL DI ZOLDO - È stata pubblicata la sentenza n. 63 del 2026 con la quale la Corte costituzionale ha respinto la richiesta di incostituzionalità della legge 74/2025 di conversione al decreto Tajani promossa dal Tribunale di Torino. Confermata quindi la stretta sulla cittadinanza per discendenza (ius sanguinis). «Ora la mole di lavoro che arriva dai tribunali non ci sarà più» commenta il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin «Noi tecnicamente però dobbiamo affrontare tutta la partita del pregresso, ovvero prima dell'entrata in vigore del decreto 36/2025. Nel nostro Comune abbiamo ancora 500 pratiche da evadere, relative a coloro che hanno fatto domanda prima del 27 marzo dello scorso anno. La recente sentenza della Corte Costituzionale ha di fatto bloccato le domande di qui in avanti, anche se è presumibile che ci saranno ancora avvocati che suggeriranno nuove domande».

La legge 74/2025 non rappresenta una mera modifica burocratica, ma un riallineamento strategico che mira a ristabilire il nesso tra cittadinanza, obblighi e partecipazione effettiva alla comunità nazionale. La legislazione precedente è stata giudicata insostenibile perché permetteva a un numero illimitato di persone, senza alcun legame concreto con l'Italia, di acquisire diritti politici e civili inclusa la capacità di influenzare le decisioni che riguardano la comunità, senza condividerne i sacrifici o contribuire al suo progresso.