Forse Freud redivivo ci confermerebbe quella che è per noi più di una impressione: a sinistra, c’è una nostalgia canaglia dei tempi del coronavirus. C’è, in particolare, il fascino perverso dell’emergenza, o meglio delle politiche emergenziali che, senza andare troppo per il sottile, vengono messe all’opera in certe occasioni.

L’emergenza infatti impone una sospensione delle regole di convivenza e addirittura sospende i diritti costituzionali, così permettendo a chi la governa di plasmare la società secondo i propri ideali di purezza, giustizia, uguaglianza. L’ingegneria sociale, o se preferite il costruttivismo, resta nel dna della sinistra, anche di quella post-comunista. L’esperienza del Covid dovrebbe insegnarci, per il futuro, ad essere più cauti, ad agire con più discernimento, a non commettere certi errori di prepotenza legislativa risultati inefficaci oltre che illiberali.

L’attuale governo ha promesso questo ai propri elettori sin dal programma elettorale con cui è stata votata. E, soprattutto, ha nominato una Commissione d’inchiesta sulla gestione della passata pandemia che ogni giorno che passa ci fa scoprire qualcosa di inatteso sui vaccini e sulla irrazionalità delle politiche imposteci. Presentateci, fra l’altro, come basate su “dati scientifici”, ma che tali non erano. Vogliamo ricominciare? È bastata la notizia che a bordo della nave da crociera Mv Hondius sia in corso un focolaio di Hantavirus, una grave e contagiosa malattia che colpisce le vie respiratiorie e che in una percentuale del dieci per cento porta alla morte, per mettere in moto una vera e propria macchina da guerra allarmistica da parte della sinistra. Non solo in Italia, ma anche in Spagna. Nel cui territorio sono le Isole Canarie ove la nave ha attrac cato.