Non c'è spazio per la paura o per i rimpianti, la Juventus deve iniziare questo mini-campionato da 270 minuti con l'obiettivo di andare in Champions League.
"Sono convinto che avremo una reazione, dal dolore emerge una forza che prima non possedevi - ha spiegato Luciano Spalletti alla vigilia della trasferta di Lecce - perché funziona così anche nella vita, il carattere viene fuori da quello che non ti va bene e sei costretto a ribaltarlo: questi ragazzi stanno male quando non vincono e vedendo le loro facce sono certo che reagiranno, davanti a noi abbiamo tre porte e dobbiamo aprirle in tutte le maniere".
Facendo un passo indietro, il pareggio contro il Verona già retrocesso ha azzerato le possibilità d'errore: "Dopo l'ultima partita ci siamo tolti qualche qualche alternativa in più, ma vogliamo ripartire dalla fine di quella gara - ha sottolineato il tecnico - e dai tifosi che, nonostante siano abituati a vincere e noi non lo abbiamo fatto, ci hanno comunque applaudito: questo è un segno che non è tutto da buttare". Anzi, secondo Spalletti in questa Juve c'è un'ottima base per ripartire e per riprendere a puntare sempre più in alto: "Questa squadra può crescere e ha potenzialità, di certo non verrà stravolta e molti giocatori devono sapere che faranno parte del futuro - la strada da percorrere nella prossima estate - anche se servirà di più da tutti, io per primo: cercheremo di migliorare la rosa mettendoci quello ci manca, intanto abbiamo già chiesto un preventivo per un pullman a due piani visti tutti i giocatori che ci state accostando".







