Non è stato uno sfregio deliberato per il significatocontro ciò che rappresentano, ma un gioco innocente e inconsapevole. A imbrattare le Pietre d’inciampo in piazza Santa Giulia sono stati tre bambini, fra i 3 e i 5 anni, che stavano giocando con i colori in un momento di distrazione dei genitori. L’indagine Lo hanno scoperto gli investigatori della Digos grazie ai filmati delle telecamere dell’area pedonale di Vanchiglia. Era stata presa in considerazione ogni ipotesi, compresa la possibilità che potesse trattarsi di un gioco da bambini. Ipotesi che ora trova conferma nelle immagini degli occhi elettronici.
Le immagini rivelatrici I filmati hanno immortalato i bimbi mentre colorano con un pennarello nero le prime pietre e poi, con colori diversi, anche le altre. Non avrebbero ripreso invece i genitori dei piccoli che si trovavano in zona, e che per un attimo li avrebbero persi di vista. «A bambini così piccoli non si può dare colpa – dice Francesco Aceti, vicepresidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia -. In generale, ai bambini un po’ più grandi è importante spiegare cosa siano le Pietre. È una questione di conoscenza che vale tanto per la scuola, come per la famiglia». I primi sospetti Aceti era anche al presidio istituzionale organizzato lunedì scorso davanti al civico 12 della piazza, dove sono posate le Pietre, insieme a rappresentanti dei consigli comunali, provinciali e regionali e a diverse associazioni e sigle sindacali. Ciò che aveva fatto pensare a un atto contro la Memoria era la vicinanza all’evento precedente, l’incendio dei fiori sotto alla lapide dei Caduti per la libertà: «Quello era stato un atto ripetuto e deliberato» riprende Aceti. «Il fatto che siano stati dei bambini, quindi senza intenzione alcuna, ci solleva, ma auspichiamo che la prossima volta i genitori o gli adulti che erano con loro siano più attenti a cosa fanno i loro figli», commenta Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7.









