Gli investigatori della Digos hanno guardato i filmati delle telecamere puntate sulle pietre d’inciampo imbrattate in piazza Santa Giulia. E hanno scoperto che, a colorare di nero e di rosso le otto targhe, sono stati tre bambini tra i 4 e i 5 anni. Probabilmente hanno approfittato di un attimo di distrazione dei genitori, intorno alle 18 del 30 aprile. E hanno consumato i loro pennarelli sulle pietre posizionate il 3 febbraio scorso - dove si trovava l’Ospizio israelitico demolito dopo la seconda guerra mondiale - per ricordare Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.
Le indagini e la chiusura del caso
Si chiuderà probabilmente così l’indagine per imbrattamento aperta dopo che, il 2 maggio, era emerso il presunto atto vandalico. Anche perché le targhe sono già state ripulite da un gruppo di ragazzi che sabato stava partecipando ad “Altri mondi, altri modi”, festival organizzato da Askatasuna e comitato Vanchiglia Insieme. E pare evidente che non si sia tratto di un gesto mirato, ma solo il “gioco” di tre bambini dell’asilo. Non solo: nelle immagini di videosorveglianza, sono inquadrati solo i piccoli “artisti” e non i genitori. Sarebbe difficile risalire alle famiglie, a meno che siano loro stesse a farsi avanti e ammettere la responsabilità.











