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Oggi il via dalla Bulgaria. Senza Pogacar, favorito Vingegaard. Pellizzari speranza azzurra. E nella prima tappa si attende la volata di Milan

È proprio così, il Giro d'Italia trasforma ogni giorno in domenica. Aveva proprio ragione l'inarrivabile Montanelli: il Giro è festa. Festa di popolo e di strada. Festa di piazza, di colori e aromi che sanno di primavera. È la festa che ci avvicina alle feste (leggi ferie). È il sabato del villaggio tutto zucchero e croccanti, perché preludio del buono e del bello. Il Giro è un buon ricordo, che sa di famiglia che si prepara e che insegna la pazienza, l'attesa, che altro non è che la sublimazione di ogni desiderio.

Il Giro è un desiderio, un sogno bambino che si rinnova di anno in anno. Tre settimane da raccontare, non solo agli amici tornando dal mare, ma a tutti quelli che amano il ciclismo e, miracolo dei miracoli, anche a chi di ciclismo non sa nulla. Perché il Giro è questo: interessa un po' a tutti.