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A Burgas maxi caduta finale. Colpa di transenne vintage ricomparse in Bulgaria (nessuno controlla?). Milan si perde (4°), prima maglia al transalpino Magnier
È una freccia tricolore, ma non è la nostra. È transalpina, di soli 22 anni: dopo Paul Seixas, nuovo prodigio per le corse a tappe che di anni ne ha 19, ecco sbucare sul traguardo di Burgas Paul Magnier, velocista della Soudal-Quick Step, già considerato l'erede del belga Tom Boonen. La prima maglia rosa è sua. La conquista di forza davanti ai nasi del danese Andresen (Decathlon) e del britannico Vernon (Nsn): Milan è quarto.
Da Paul a Paul, quando noi aspettavamo il volo del Gabbiano Jonny Milan. Il friulano ha la fortuna di restare in piedi quando a 650 metri dal traguardo il gruppo si spezza per una maxicaduta causata dai piedini maligni di transenne ormai vintage, che non si usano più da anni, che non si sa bene come possano essere ricomparse in una corsa così importante come il Giro d'Italia. Responsabilità bulgare? Chiaro che sì, ma tra curve maledette e piedini malefici la commissione tecnica avrebbe il dovere di visionare proprio queste cose, al pari della Commissione mondiale dei corridori, che dovrebbe avere a cuore l'incolumità dei propri assistiti.






