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Il campione sloveno si presenta domenica "all'inferno del nord" con l’obiettivo di vincere ogni corsa monumento nel solito anno ma molti, specialmente in Francia, puntano il dito su una superiorità troppo schiacciante
Ogni volta che un ciclista impone la legge del più forte sul resto del peloton, qualcuno inevitabilmente sospetta di lui. Quando la tua superiorità è talmente grande da far piazza pulita di ogni trofeo in giro, le voci critiche non possono che moltiplicarsi. Tadej Pogacar ha appena completato la doppietta Milano-Sanremo-Giro delle Fiandre, impresa impossibile per chiunque non si chiami Eddy Merckx ed è il favorito anche per la Parigi-Roubaix.
Se dovesse trionfare anche nel cosiddetto “inferno del nord”, il capitano della Uae Team Emirates avrebbe vinto ogni singola corsa monumento nella solita stagione. Dopo un inizio di stagione così devastante, è forse inevitabile che qualcuno inizi a sospettare l’esistenza di qualche “aiutino”. Le voci si stanno diffondendo dai social ad alcuni media francesi che sembrano puntare alla parola innominabile nel mondo delle due ruote: doping.









