Resistenze artistiche è il filo rosso che attraversa Incontri Visivi, il festival indipendente di arti visive che anima per due giornate, sabato 9 e domenica 10 maggio, il Villaggio Globale, storico centro sociale nell’ex mattatoio di Roma. Un tema che mette al centro il ruolo dell’artista visivo nel presente politico globale e che diventa chiave di lettura per mostre, incontri e pratiche condivise.

L’esposizione riunisce autori e autrici che, attraverso fotografia, video e installazione, trasformano l’atto creativo in testimonianza e presa di posizione. Le immagini di Michele Lapini raccontano i movimenti di lotta per l’ambiente, restituendo volti e corpi di una resistenza collettiva che attraversa territori e comunità. Valerio Muscella presenta il suo ultimo lavoro dalla Cisgiordania, un’indagine visiva che si confronta con l’occupazione e la vita quotidiana sotto controllo militare. Cansu Yildiran costruisce invece una memoria per immagini degli eventi che hanno segnato la Turchia degli ultimi dieci anni, intrecciando storia personale e trauma collettivo.

Accanto alle mostre fotografiche, l’installazione audiovisiva di Batoul Faour, The bunker, the barracks and the base, amplia il discorso sulle resistenze artistiche attraverso il dialogo tra fotografia e architettura. Il lavoro attraversa i cicli di occupazione, sfollamento e ritorno nel Libano meridionale, interrogando lo spazio costruito come traccia materiale del conflitto.