Amore per l'acqua che genera, nutre, mette in movimento e da cui ogni forma si evolve e si espande in continua evoluzione.
È l'installazione immersiva 'In Lympha' che, negli spazi dell'Opificio 41, inaugurerà Videocittà Watercult, il Festival della visione e della cultura digitale, che torna a incantare le notti romane del Gazometro, dal 10 al 12 luglio, con installazioni, videoarte, esperienze immersive, musica e incontri. Tema dell'edizione di quest'anno, la nona, è l'acqua in forme e linguaggi diversi che invitano a riflettere sul suo valore ecologico, politico e culturale come elemento vivo, mutevole e universale.
L'innalzamento dei mari causato dallo scioglimento dei ghiacciai, la fragilità degli ecosistemi, il rapporto sempre più complesso tra ambiente, tecnologia e presenza umana: sono temi che l'arte, in questo caso la videoarte, ci aiuta ad affrontare, rendendoci sempre più consapevoli della sua importanza vitale. E lo fa per tre giorni attraverso opere d'arte digitali, installazioni luminose, esperienze immersive, dj set, talk e performance dal vivo, che vedranno ancora una volta protagonista il Gazometro, la più grande area di archeologia industriale urbana d'Europa, cuore pulsante di un'esperienza immersiva fatta di luce e di poesia in dialogo con il Tevere, il mare e il quadrante Ostiense dove i suoi spazi culturali ospiteranno opere ed eventi, come un "laboratorio multisensoriale e multidisciplinare", usando le parole di Natalia Bagnato, consulente del festival.







