Si riapre la battaglia sulle torri 5G. A riaccendere la miccia, le due società di telecomunicazioni, Swisscom - holding a capo di Fastweb+Vodafone - e Tim. Con dichiarazioni rilasciate a poche ore di distanza, in occasione delle rispettive call conference con gli analisti finanziari, le due compagnie di telecomunicazioni hanno detto che serviranno da cinque a dieci anni per completare la migrazione di Fastweb dalle torri. Il ceo di Swisscom Christoph Aeschlimann ha spiegato che nel caso di Fastweb+Vodafone «la migrazione potrebbe durare almeno cinque anni», allineandosi alla stima di Tim, che ieri aveva indicato un orizzonte di dieci anni per uscire completamente da Inwit.

Tim annulla i contratti sulle infrastrutture Inwit: “Impossibile replicare le nostre torri”

La disdetta e il contenzioso legale

Tutto è cominciato a fine marzo, quando Fastweb+Vodafone ha inviato il preavviso di risoluzione anticipata del suo Master Service Agreement con Inwit, l'accordo che regola l'utilizzo di circa 26mila torri in Italia. Pochi giorni dopo Tim ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario e ha disdetto a sua volta il contratto, in vigore fino al 2038. La delibera, per la telco guidata da Pietro Labriola, richiama la clausola sul cambio di controllo del 2022, quando Tim cedette le sue quote in Inwit al fondo Ardian. La disdetta avrebbe efficacia ad agosto 2030, ma potrebbe anticiparsi al 31 marzo 2028 per Tim se i giudici accertassero che il passaggio di quote del dicembre 2020 avesse già determinato l'applicabilità della clausola.