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7 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:55
Per il secondo giorno di fila, avvocati e magistrati di tutta Italia non possono depositare atti, consultare fascicoli, iscrivere notizie di reato o svolgere qualsiasi altra attività in via telematica. A partire dal mattino del 6 maggio, infatti, si è fermata l’intera infrastruttura informatica del ministero della Giustizia, su cui viaggiano i servizi che dovrebbero garantire il processo digitale civile e penale. A chi prova ad accedere compare la classica schermata di errore dei browser web: “Impossibile raggiungere questa pagina“. Il Dipartimento per l’innovazione tecnologica del ministero ha alzato bandiera bianca mercoledì alle 9:30, quando il blocco era già in corso da ore: “Gentili utenti, si comunica che, nella giornata odierna, si stanno verificando disservizi e temporanee interruzioni di alcune funzionalità dei servizi telematici, a causa di problematiche riconducibili al fornitore di rete. Sono attualmente in corso le attività di ripristino e le verifiche sui servizi interessati. Seguiranno tempestivi aggiornamenti”. Dopo ore di stallo, alle 13 da via Arenula è arrivato un messaggio rassicurante: “Si comunica che è stata risolta la problematica in corso e tutti i servizi sono tornati disponibili”. Ma il mattino di mercoledì, al rientro in ufficio, la situazione era la stessa del giorno prima: tutto bloccato. E dal ministero, stavolta, nessuna comunicazione. Così giudici, pm e personale amministrativo hanno iniziato a fare di necessità virtù, tornando alla compilazione manuale e allo spostamento fisico dei fascicoli.







