Ancora una volta in piazza, ancora una volta si protesta contro i tagli e l’impoverimento dell’offerta scolastica. Flc CGIL, Usb, Cobas, Rete Nazionale Istituti Tecnici, Cub e altre sigle sono partite alle 10 da piazza Arbarello a Torino per dire no alla riforma degli istituti tecnici. La misura annunciata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito il 19 febbraio 2026 ha portato a due giornate di sciopero generale nelle giornate del 6 e del 7 maggio. Tra sindacati, docenti, personale ata e lavoratori e lavoratrici del settore, presenti anche tanti studenti.

Il corteo verso Ufficio scolastico regionale

A Torino tornano in piazza studenti e docenti contro la riforma degli istituti tecnici e il tema, più ampio, della militarizzazione. Questa mattina circa seicento persone hanno preso parte al corteo partito da piazza Arbarello, aperto dallo striscione “Contro la distruzione pubblica. Studenti e lavoratori uniti”. Il corteo, diviso in due spezzoni, si è diretto verso l’Ufficio scolastico regionale di corso Vittorio Emanuele, diventato simbolicamente il punto di arrivo della protesta. Tra cori, cartelli e interventi al megafono, i manifestanti hanno espresso un dissenso che unisce più livelli: dalla scuola al contesto internazionale, passando per il lavoro e le politiche pubbliche. In testa al corteo sono comparsi anche cartonati raffiguranti la ministra Anna Maria Bernini e il ministro Giuseppe Valditara, bersaglio delle critiche.