La «fuga di notizie» sull’inchiesta attorno a Monte dei Paschi di Siena promette di far discutere a lungo. Ieri l’altro il Corriere della Sera ha lanciato in prima pagina il contenuto della riservatissima richiesta che la Procura di Milano ha inviato al Parlamento riguardo l’utilizzo dei messaggi intercorsi fra l’ex direttore generale del Ministero dell’economia e delle finanze, Marcello Sala, e nove parlamentari. Fra loro, diversi alti papaveri del governo, dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti fino al vicepremier Matteo Salvini, tanto per citarne due. La comunicazione della Procura, in teoria, sarebbe dovuta essere «a prova di fuga»: molte cautele sono state prese, a cominciare dalla doppia busta sigillata che conteneva l’incartamento. Ma, evidentemente, se il Corriere ha potuto darne conto con tanta dovizia di particolari, tutte queste attenzioni non sono state sufficienti. Il nostro giornale ha dato ampiamente spazio alla vicenda nell’edizione di martedì, raccontando per filo e per segno cosa sarebbe accaduto. E ieri Matteo Salvini ha parlato di quanto emerso anche grazie a Il Tempo, spiegandoci la sua posizione in merito. «Le mie chat con Marcello Sala si inseriscono tutte nella quotidiana operatività, non c’è davvero nulla da nascondere», ci ha raccontato il vicepremier «La richiesta di consegnarle mi pare inedita, singolare, immotivata».