Eppure, nonostante queste accortezze, la notizia è comparsa ieri sulla prima pagina del Corriere. Circostanza che, pare, abbia molto infastidito Marcello Viola, procuratore capo di Milano, che su questa inchiesta si sta muovendo da mesi con i piedi di piombo. Il contesto in cui si inserisce questa fuga di notizie è infatti già di per sé estremamente delicato. L’indagine milanese riguarda il cosiddetto risiko bancario che ha visto protagonista Mps nella tentata scalata a Mediobanca. Tra gli indagati figurano nomi di primo piano, come il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone, il banchiere Luigi Lovaglio e Francesco Milleri, con ipotesi di reato che vanno dall’aggiotaggio all’ostacolo alle autorità di vigilanza. In questo quadro si inserisce allora la figura di Sala, il quale, pur non essendo indagato, avrebbe lanciato un alert ai magistrati: nel suo telefono, sequestrato insieme ad altri dispositivi, sarebbero presenti appunto conversazioni con nove parlamentari, tra cui due ministri: oltre a Giorgetti, Matteo Salvini (vice premier e ministro delle Infrastrutture), Federico Freni (sottosegretario leghista all’Economia e candidato alla presidenza della Consob), Maurizio Leo (viceministro FdI dell’Economia), Edoardo Rixi (viceministro leghista delle Infrastrutture), Giulio Centemero (ex tesoriere leghista), Giovanbattista Fazzolari (sottosegretario FdI alla Presidenza del Consiglio), Massimiliano Romeo (capogruppo leghista in Senato) e Antonio Misiani (senatore Pd, già viceministro dell’Economia).
Mps-Mediobanca, l'avvertimento del Corsera: spara in prima pagina i nomi di nove parlamentari
Una clamorosa fuga di notizie irrompe nell'inchiesta che ruota attorno a Monte dei Paschi di Siena (Mps). Come già accaduto nel 1994 con l&...






