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Tra sinergia operativa, trasparenza informativa e task force indipendenti, la NATO si adatta alla crescente minaccia ibrida attribuita ai servizi segreti di Mosca

L'Occidente si trova ad affrontare una “guerra silenziosa”, che sta aumentando d’intensità, pur restando entro le zone oscure dove operano le spie e gli agenti provocatori, dimostrando il crescente bisogno di adattamento rapido alle dinamiche da conflitto ibrido che la Russia starebbe "già conducendo costantemente al di sotto della soglia di una dichiarazione di guerra". Per questo l'intelligence occidentale - attraverso la creazione di task force indipendenti e nuove strategie - intende fronteggiare e arginare la proliferazione di operazioni clandestine attribuite ai servizi segreti russi che, sebbene non siano sempre “riconducibili”, spaziano dalle intrusioni informatiche alle campagne di disinformazione o ai sabotaggi occulti, per prevenire un’escalation e mantenere lo status quo.