A ciò è seguito un intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate, che ha stabilito che le nuove percentuali di tassazione si applicano sui veicoli nuovi o già immatricolati messi a disposizione del dipendente dal 1° gennaio 2025.L’intervento legislativo ha interessato anche le modalità di rifornimento e/o ricarica, generando tuttavia una sovrapposizione di norme. Mentre, per i veicoli tradizionali, i rifornimenti di carburante pagati dal datore di lavoro non costituiscono reddito imponibile per il dipendente, per i veicoli elettrificati le spese sostenute e rimborsate per la ricarica (sia domestica che aziendale), in contesti privati, sono considerate reddito imponibile, generando nel caso di auto a uso promiscuo una doppia tassazione sull’energia elettrica impiegata, già compresa nel calcolo del fringe benefit.Per superare questo problema, sono anche state presentate due proposte emendative al Dl Fiscale (as 1852) attualmente in discussione presso la Commissione Finanze del Senato della Repubblica a prima firma dei Senatori Gelmetti (FdI) e Damiani (FI) che mirano a modificare la normativa inserendo all’interno dell’art. 51 del TUIR una specifica che escluda dal reddito da lavoro dipendente le spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli aziendali. In questo modo, il trattamento fiscale delle auto elettriche diventerebbe più equo, favorendo l’adozione di flotte verdi.Sul fronte della fiscalità aziendale, l’associazione Motus-E, che ha messo a punto una guida dedicata ai fleet manager proprio sull’elettrificazione delle flotte aziendali, sostiene la necessità di intervenire anche a livello del datore di lavoro, introducendo percentuali di deducibilità differenziate in base alle emissioni del veicolo (CO₂/km). Un meccanismo simile permetterebbe infatti di premiare concretamente le aziende che scelgono le auto a zero emissioni, trasformando la leva fiscale in uno strumento attivo di decarbonizzazione del parco circolante aziendale. Con benefici anche per l’ampliamento del mercato dell’usato elettrico, a beneficio di tutti i cittadini, grazie alla maggiore presenza di auto elettriche ex aziendali.Attualmente, la normativa prevede articolazioni diverse delle percentuali di deducibilità a seconda dell’utilizzo del veicolo. Per i mezzi ad uso esclusivamente aziendale o pubblico, è riconosciuta la deducibilità integrale al 100% ai fini IRPEF/IRES, senza limiti di spesa. Quando il veicolo è assegnato in uso promiscuo al dipendente, la deducibilità scende al 70%, mentre negli altri casi il valore si attesta al 20%, con un massimale di 18.075,99 euro per l’acquisto o il leasing e di 3.615,20 euro annui per il noleggio.
Dal fisco un aiuto per la crescita delle flotte aziendali elettriche
Negli ultimi anni, le flotte aziendali stanno vivendo una trasformazione significativa grazie alla mobilità elettrica. Sempre più imprese scelgono di elettrificare...






