La Commissione europea incoraggia l'Italia a "ridurre la dipendenza dai combustibili fossili nei trasporti e nell'edilizia" e, in particolare, ad affrontare le emissioni dei trasporti attraverso "un quadro favorevole per la diffusione di veicoli elettrici, anche attraverso incentivi fiscali come la tassazione delle auto di proprietà e delle auto aziendali basata sulle emissioni di CO2".
Lo si legge tra le raccomandazioni della Commissione europea che accompagnano la valutazione dei piani nazionali per l'energia e il clima (Pnec), nel capitolo relativo all'Italia.
Quanto agli edifici, Bruxelles raccomanda al Paese di "accelerare il ritmo di ristrutturazione degli edifici residenziali con le prestazioni energetiche più scarse e di quelli delle famiglie vulnerabili".
Nonché promuovere ulteriormente "l'elettrificazione del riscaldamento e la diffusione delle pompe di calore affrontando lo squilibrio tra il prezzo dell'elettricità e quello del gas". Bruxelles osserva, tra le altre cose, che nel Pnec italiano mancano dettagli sull'impatto stimato dell'Ets2 che si applicherà dal 2027 a trasporti ed edifici e l'individuazione dei gruppi vulnerabili a cui dare priorità nei piani sociali per il clima che consentiranno alle 27 capitali di accedere agli 86,7 miliardi di euro del Fondo Ue sociale per il clima. Incalza inoltre il Paese a definire una tabella di marcia "chiara con misure specifiche" per eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili e a "chiarire i piani relativi allo sviluppo dell'energia nucleare" che a detta di Bruxelles ha "importanti implicazioni per la transizione verde e le decisioni di investimento a lungo termine dell'industria", dati "i costi, i tempi di costruzione, la complessità dei processi politici e la potenziale necessità di cooperazione regionale", si legge. Registrando un livello di ambizione "insufficiente" per quanto riguarda l'assorbimento di CO2 attraverso uso del suolo e delle foreste - con un divario previsto di 9,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (Mt CO2 eq) nel 2030 - Bruxelles raccomanda a Roma di "attuare misure aggiuntive", aumentando il monitoraggio e l'applicazione delle pratiche di gestione sostenibile delle foreste per affrontare il rischio di perturbazioni naturali e migliorare "gli impegni degli interventi esistenti", tra cui le misure Pac. Quanto all'energia verde, Roma dovrebbe puntare a raggiungere l'obiettivo più ambizioso del 40,5% indicato inizialmente nella bozza di piano, affrontando "l'eccessiva dipendenza dalle tecnologie e dai combustibili rinnovabili importati (ad esempio, le importazioni di bioenergia e biogas)", si legge. Infine, per quanto riguarda l'industria, il governo di Roma è incoraggiato a sostenere la decarbonizzazione attraverso rinnovabili e calore residuo, ma anche pompe di calore o accumulo di calore e "promuovere l'elettrificazione attraverso il mercato dei contratti a lungo termine Ppa, rimuovendo gli ostacoli regionali alla diffusione delle rinnovabili in contrasto con il decreto nazionale sull'accelerazione delle Fer".






