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Al fratello di Chiara verrà chiesto dell’ossessione di Sempio per lei. Andrea non risponderà ai magistrati. I legali chiedono una consulenza personologica
È il giorno della verità per Marco Poggi. Perché è proprio con la nuova tesi sul delitto di Garlasco, costruita dalla Procura di Pavia contro il suo amico Andrea Sempio per tentare di dare giustizia alla 26enne uccisa il 13 agosto 2007, che Marco dovrà fare i conti stamattina, quando si presenterà per la terza volta, in qualità di persona informata sui fatti, davanti al pool di pm guidati da Fabio Napoleone, che per lo stesso orario hanno fissato l'interrogatorio dell'indagato.
Mentre Sempio ha già fatto sapere che si avvarrà della facoltà di non rispondere, Marco Poggi dovrà fornire tutti i chiarimenti che gli inquirenti gli sottoporranno. Gli viene chiesto di fare una scelta decisiva, tra il perseverare nella convinzione del doloroso percorso familiare culminato nella condanna di Alberto Stasi o squarciare la cortina fumogena che in 20 anni avrebbe contribuito a nascondere, anche involontariamente, la figura di Sempio quale unico autore, secondo gli investigatori, dell'omicidio di sua sorella. Un'ultima occasione dopo l'audizione del 20 maggio scorso, quando il suo amico neppure si presentò per l'interrogatorio in simultanea, facendosi scudo con un cavillo giuridico. Marco, che già era a conoscenza del Dna sulle unghie attribuito a Sempio ma non della impronta 33 che gli fu messa davanti soltanto quel giorno, si sarebbe contraddetto su alcuni punti ritenuti fondamentali dalla Procura, arrivata a individuare il movente intimo e personale che avrebbe suscitato in Sempio l'odio verso Chiara. Per gli investigatori a far scattare la scintilla che avrebbe acceso l'ossessione di Sempio per Chiara sarebbero i video intimi che la ragazza aveva girato con il suo fidanzato. Filmati inizialmente contenuti nella cartella "Albert" e accessibili a chiunque fino a tre mesi prima del delitto, quando la 26enne ha sentito la necessità di proteggerli con una password. Sebbene Marco sostenga di non aver mai visto, né lui né Sempio, quei video intimi, i dati tecnici avrebbero delineato un'altra storia, che oggi Marco, messo di fronte alle evidenze, potrà contribuire a riscrivere.












