Ombre e coperture Savi torna a parlare di un possibile "terzo livello", già ampiamente ipotizzato precedentemente. "Ci sentivamo abbastanza sicuri, ma non del tutto". Un riferimento a presunte e mai confermate coperture esterne che avrebbero protetto la banda. Tra gli episodi più gravi e più sanguinosi, la rapina del 2 maggio 1991 in via Volturno a Bologna, finita con un duplice omicidio. In quell'occasione l'obiettivo era un'armeria per poter rubare delle pistole. Una volta entrati nel negozio, i due fratelli Savi aprirono il fuoco uccidendo la proprietaria e un ex carabiniere. "Lui (ndr. l'ex carabiniere) stava facendo qualcosa che non andava. Era tutto un insieme di cose intrallazzate, perché poi lui era ex dei servizi particolari dei carabinieri, dei servizi segreti. C'era un giro di armi, di persone che entravano e andavano da quell'armeria lì". Alla domanda su eventuali ordini ricevuti da servizi deviati, Roberto Savi dichiara: "Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. Fra la polizia, l'Arma e la Finanza ci sono degli uffici particolari che hanno un loro apparato. E noi eravamo di quelli che, delle volte, abbiamo fatto quel lavoro lì".
Uno bianca, Roberto Savi e l'ombra dei servizi dietro le stragi: "Eravamo protetti"
Roberto Savi, membro della banda della Uno bianca, torna a parlare dal carcere in cui sta scontando una condanna all'ergastolo










