Il cerchio degli investigatori si restringe: sarebbero "quattro o cinque persone al massimo" quelle su cui si concentrano i sospetti per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina dopo Natale a Pietracatella. In Questura a Campobasso riprendono gli interrogatori delle persone informate sui fatti, mentre la squadra mobile continua a raccogliere testimonianze tra parenti e conoscenti. Intanto, dopo il sopralluogo, la scientifica non tornerà a breve nell’abitazione sequestrata. Un ruolo chiave potrebbe averlo il materiale informatico acquisito: cinque cellulari, un notebook, un tablet e due router, dispositivi che potrebbero chiarire accessi e presenze nelle ore cruciali. Quello che, al momento, resta impossibile da definire è se i nomi sono compresi o meno nell’elenco degli undici, tra familiari, conoscenti e amiche delle sorelle, "attenzionati" dopo l’acquisizione del cellulare di Alice, la figlia maggiore.