I mercati guardano oltre le tensioni nello Stretto di Hormuz dopo il via all'operazione Usa Project Freedom per ripristinare la navigazione scortando le navi ei conseguenti attacchi iraniani negli Emirati Arabi. Gli investitori, ieri, hanno infatti scommesso sulla tenuta di una tregua che, nonostante tutto, sembra reggere ancora.
E soprattutto si sono concentrati su una stagione da record per i conti trimestrali su vari fronti, dai bancari ai settori hi-tech, passando per il farmaceutico. Così, ieri, i listini americani ed europei hanno chiuso in rialzo, con il prezzo di petrolio e gas, ma anche gli spread dei titoli di Stato nel Vecchio Continente, in calo. Piazza Affari ha avuto un balzo del 2,27%, mentre Madrid ha guadagnato l’1,80%, Francoforte lo 1,71% e Parigi l’1,08%. A Wall Street l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,97%, mentre il Dow Jones è salito del 0,78%. In controtendenza Londra (-1,4%), viste le incertezze politiche interne, che hanno provocato forti tensioni sui titoli di Stato (con il rendimento dei Gilt in rialzo di 13 punti base al 5,78% per il trentennale, il massimo dal 1998, mentre il titolo decennale ha superato il 5%). Lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, in linea con l’andamento degli altri titoli, è invece diminuito del 2,8% a quota 81 punti base. E il rendimento dei Btp a dieci anni è sceso al 3,86%.















