Mentre l'inquinamento da plastica continua ad aggravarsi, la comunità scientifica è alla ricerca di soluzioni alternative naturali, che abbiano le stesse proprietà che hanno fatto della plastica uno dei materiali più usati al mondo. Una novità arriva da un team di scienziati dell'Università del Connecticut che ha messo a punto un materiale derivato dalla canapa capace di allungarsi fino al 1600% le sue dimensioni iniziali. Non solo, ha mostrato un'elevata "temperatura di transizione vetrosa", quella stessa caratteristica che permette alla plastica di rimanere resistente e flessibile anche a contatto con cibi o liquidi bollenti. I dettagli dello studio sono stati appena pubblicati sulla rivista Chem Circularity di Cell Press.
Rilascio di microplastiche e spreco di acqua, i difetti delle spugne da cucina
Le pellicole di plastica
La produzione del polietilene tereftalato (Pet), ampiamente utilizzato nelle bottiglie d'acqua e negli imballaggi alimentari monouso, richiede grandi quantità di combustibili fossili, in particolare petrolio greggio e gas naturale. Non solo: una volta smaltito, il Pet si decompone in minuscole particelle, le famose "microplastiche", che rilasciano sostanze chimiche che sappiamo essere dannose per la nostra salute e quella dell'intero pianeta. Sebbene gli scienziati stiano da tempo lavorando per cercare alternative più ecologiche, la maggior parte dei polimeri derivati dalle piante, oltre a essere più costosa da produrre, non riesce a raggiungere la stessa temperatura di transizione vetrosa e la stessa elasticità del Pet.






