La genitorialità di Nathan e Catherine è sotto esame. I tempi scorrono lenti per il futuro ricongiungimento con i tre figli ospiti nella casa famiglia di Vasto, che sarà graduale. E più il tempo passa, più il sistema di protezione si radica. Il ripristino del nucleo familiare non è escluso, ma subordinato a un percorso rigoroso. Un protocollo di reintegrazione, scandito da passaggi obbligati: il trasferimento della residenza nell'alloggio messo a disposizione dal Comune di Palmoli, supporto psicoeducativo, fase di osservazione e rientro progressivo. Prima nei fine settimana, poi eventualmente in forma stabile, accompagnato da un intervento educativo domiciliare.
La fotografia che emerge dagli atti inseriti negli ultimi giorni nel fascicolo del tribunale per i minorenni dell'Aquila è netta, ma non definitiva. Secondo le valutazioni tecniche, le competenze genitoriali della coppia anglo-australiana risultano attualmente inadeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei minori, pur essendo considerate potenzialmente recuperabili. Una formula che, nella giustizia minorile, pesa ma che comunque lascia aperto uno spiraglio. Il punto non è solo "come" i genitori vivono, ma quanto il loro stile di vita incida sui diritti fondamentali dei figli, quali istruzione, salute, socializzazione. Diritti che la Costituzione tutela in modo inderogabile e che, secondo le parti che seguono la vicenda, necessitano oggi di una protezione rafforzata.






