Sono previste per il 6 e 7 marzo le perizie psicologiche da parte della CTU del Tribunale per i minorenni sui tre bambini, figli di Nathan e Catherine, allontanati dai genitori il 20 novembre scorso. Si dovranno valutare le loro attuali condizioni di vita, lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo, nonché le principali figure di riferimento. Si continua a lavorare al ricongiungimento della “famiglia del bosco”.
Un percorso complesso, ancora aperto, nel quale prevale la linea condivisa di ricostruire, per quanto possibile, una normalità affettiva per i bambini. Gli specialisti del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Lanciano Vasto Chieti, così come altre figure coinvolte nel procedimento, ritengono infatti «indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari». Un principio che rappresenta oggi l’asse portante del confronto tra le parti.
L’ipotesi
Sul tavolo resta anche l’ipotesi di un affidamento temporaneo dei minori a familiari stretti, in particolare alla madre Pauline o alla sorella di Catherine, Rachael, entrambe cittadine dell’Unione Europea e in possesso di doppio passaporto maltese e australiano. Le due donne sono arrivate in Italia nei giorni scorsi per offrire sostegno alla famiglia e rendersi disponibili a un eventuale coinvolgimento diretto. Resteranno tre settimane. Una possibilità che, tuttavia, resterebbe subordinata all’accoglimento dell’istanza della difesa, affinché le perizie vengano svolte non più all’Aquila ma nell’abitazione messa a disposizione da Nathan, in attesa del completamento dei lavori nel rudere immerso nel bosco che la famiglia aveva scelto come dimora.






