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L’appuntamento ad Aulla, dove dovrebbe sorgere il Centro di permanenza per i rimpatri in Toscana
L’ipotesi di realizzare il Cpr in Toscana sta agitando la sinistra: lo stesso governatore, che prima aveva dato l’ok, ora si è tirato indietro. Il luogo identificato è Aulla, in provincia di Massa Carrara, dove nei prossimi giorni è in programma anche un’assemblea nell’aula Consiliare del Comune su informazione e formazione “volontari no Cpri”, con la partecipazione di Igor Zecchini della “Rete Mai più Lager No Cpr”. A organizzare l’incontro sono il circolo Arci Agogo di Aulla e Spi Cgil Lunigiana.
Giovedì 7 maggio, si legge, “invitiamo a informarvi e formarvi su cos'è un Cpr e sul nuovo testo per la remigrazione. Rafforziamo il ‘no collettivo’ qui e altrove. Interverrà Igor Zecchini della Rete Mai più lager - No ai Cpr”. La polemica non riguarda soltanto la logistica o la sicurezza, ma assume i contorni di una vera e propria barricata ideologica che spacca il territorio. Il coinvolgimento di sigle come lo Spi Cgil e l'Arci dimostra la volontà di trasformare la Lunigiana in un laboratorio di resistenza contro le politiche migratorie del governo. La mobilitazione punta a sensibilizzare l'opinione pubblica locale e dipingendo i Centri di permanenza per il rimpatrio come luoghi di pura detenzione, ignorando la necessità di gestire in modo ordinato ed efficace le espulsioni dei migranti irregolari.






