Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Dalla Comunità di Sant’Egidio alla Caritas passando per l’Ac, ecco chi prega per i porti aperti. La Fondazione Migrantes guida le sigle progressiste. Ma i fedeli non le seguono
È una fronda ormai maggioritaria all'interno delle gerarchie cattoliche italiane (non tra i fedeli) che non perde occasione per polemizzare con il centrodestra, indipendentemente dal fatto che questo sia al governo oppure no. Il centrodestra è, del resto, l'area politica della gestione restrittiva dei fenomeni migratori, il lato dello scacchiere che spinge per il rispetto della legalità.
Non è un segreto che, negli ultimi decenni, una parte significativa dell'associazionismo cattolico abbia spostato il proprio baricentro verso sinistra, promuovendo un messaggio triplice: accoglienza pressoché illimitata dei migranti, facilità nell'accesso alla cittadinanza per gli stranieri e apertura ai cosiddetti "nuovi diritti", compresi quelli rivendicati dalla comunità Lgbtq. Il tutto, spesso, in sintonia con la Conferenza episcopale italiana e le sue diramazioni, e con le Ong. Non stupisce, quindi, che all'indomani di una sentenza della Corte di giustizia europea sui cosiddetti Paesi sicuri, monsignor Gian Carlo Perego presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni abbia attaccato il governo guidato da Giorgia Meloni con toni che ricordano da vicino quelli di un parlamentare di Avs. Perego ha parlato di "strategie subdole" in relazione ai Cpr costruiti in Albania. La Fondazione Migrantes è stata istituita nel 1987, la sua missione è aiutare le chiese locali nell'assistenza e nell'accoglienza dei migranti. È un organo dalla Cei, e fino agli anni '60 si occupava di emigranti italiani.






