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martedì 5 maggio 2026
(LaPresse) PADOVA - «C’è qualcosa che forse non sanno. Un piccolo aspetto dell’Alex di casa. Non dell’Alex che vince le Paralimpiadi o i mondiali di Indy, ma l’Alex che si fa il caffè, che il sabato sera impasta la pizza, che ti guarda e dice: ascoltami, aiutami un attimo a ‘pistolare’ con lo spid che io non ci capisco niente». A dirlo è Niccolò Zanardi, figlio di Alex Zanardi, intervenuto al termine della cerimonia funebre nella basilica di Santa Giustina a Padova.
Nicolò ha raccontato un padre lontano dall’immagine pubblica del campione: un uomo che affrontava le piccole cose quotidiane col sorriso, dagli occhiali che sembravano telescopi al telefono tenuto a cinque metri dal viso. «Quando lo vedevo fare il caffè o impastare la pizza, sempre col sorriso, ho capito una cosa che lui aveva sempre detto – ha proseguito – che non è necessario pensare alle grandi sfide per trovare la gioia.
Parte dalle piccole cose». Il figlio ha poi tratto la morale di quella lezione silenziosa: «Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa. Chiunque può averla», ha concluso Niccolò.











