Un mercato cresciuto ancora, “forte” di un milione e mezzo di veicoli in flotta, il 34% delle immatricolazioni del 2025 - pari a 526.500 registrazioni, l’11% in più rispetto al 2024 - e un giro d’affari pari a 17 miliardi. Sono i numeri del Rapporto annuale di Aniasa, l’associazione di Confindustria che riunisce le società di noleggio. Il primo quadrimestre dell’anno però registra qualche rallentamento nelle immatricolazioni - meno 4,3% per il Lungo Termine - e una crescita importante dei brand cinesi che conquistano nel comparto una quota del 20% ad esempio nel Noleggio a breve termine.
I numeri dunque restano buoni, ma il potenziale di questo comparto, soprattutto sulla capacità di favorire un rinnovo graduale del parco circolante, è frenato da una fiscalità disallineata rispetto ai principali mercati europei. Il dialogo con l’Esecutivo su questo punto, sulla possibilità dunque di allegerire la normativa con la Delega fiscale, va avanti da mesi senza risultati. Ora il cantiere si riapre in vista dell’estate e proprio questo è uno dei punti della relazione del presidente di Aniasa, Italo Folonari, alla sua prima assemblea dopo la nomina.
I nodi
Sul settore, però, pesano due incognite. La prima è appunto il mancato allineamento alle regole fiscali dei principali mercati europei - in Germania, ad esempio, il noleggio assorbe il 50% delle immatricolazioni -, la seconda è la preoccupazione per il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio. Per Aniasa si tratta di misure troppo rigide, «che rischiano di rallentare gli investimenti e frenare ulteriormente il ricambio del parco auto, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di transizione ecologica».












