Meno soldi in tasca, più noleggi. Ed ecco che la percentuale di immatricolazioni nazionali di auto in affitto cresce del 10,7 per cento in un anno, raggiungendo quota 30,6% del totale. E’ il risultato dell’elaborazione fatta da Associazione nazionale industria dell’autonoleggio (Aniasa) in collaborazione con Dataforce sulla base dei dati raccolti dal ministero delle Infrastrutture. I numeri sono ancora più «pesanti», se consideriamo che il mercato complessivo delle auto in Italia risulta in calo del 2,4%. La statistica evidenzia un rialzo sia del noleggio a lungo termine (11,6%) sia di quello a breve termine (19,3%), a testimonianza del momento di incertezza tecnico-normativa dell’automotive in Europa.
Boom del noleggio a lungo termine: come funziona e perché sempre più italiani lo scelgono
Il dilemma
L’acquisto dell’auto può avere svariate motivazioni, dalla necessità al piacere, ma nessuna di queste può prescindere dalla risposta a due domande: per quanto tempo potrò usare questo veicolo senza incorrere in limitazioni o sanzioni? Quale sarà il valore residuo tra qualche anno? Le scelte dell’Unione europea in materia di protezione dell’ambiente hanno imposto e rettificato in meno di due anni normative che hanno causato ricadute gigantesche sui gruppi industriali del settore. E sui consumatori. La scelta dell’«elettrico forzato» ha messo in ginocchio i produttori e la parziale retromarcia dell’Ue sui limiti delle zero emissioni per il 2035 ha causato soltanto altra confusione, consentendo all’industria dei motori soltanto la possibilità di tirare una boccata d’ossigeno prima di ritornare in apnea. Senza sapere quando sarà possibile respirare di nuovo.







