«Secondo lo scenario di base, la crescita nell’eurozona dovrebbe rallentare all’1,1% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, con un’inflazione in aumento di 0,7 punti percentuali al 2,6% nel 2026 e in calo al 2,2% nel 2027. Nello scenario “grave” al ribasso di aprile, l’area euro potrebbe avvicinarsi alla recessione». Lo scrive il Fondo monetario internazionale nel suo outlook sull’Unione europea e il caro energia, riportando le stime già diffuse ad aprile.
Il Fondo poi sottolinea che «i mercati stanno diventando più pessimisti sui prezzi dell’energia», avvicinandosi allo «scenario avverso». «I rischi al ribasso sono in aumento», si legge. Con lo shock energetico, «i rendimenti e gli spread dei titoli di Stato sono aumentati, tuttavia, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, come previsto negli scenari avversi e più severi».
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Ancora: «Le valutazioni azionarie in alcuni settori sono elevate e un aumento degli spread sui titoli di Stato potrebbe ripercuotersi sul settore privato, danneggiando la qualità del credito». Così il Fondo richiama «un attento monitoraggio di questi rischi per la stabilità finanziaria». E prevede un «aumento cumulativo di 50 punti base del tasso di riferimento (al 2,5%) entro la fine del 2026», oltre a reclamare l’urgenza di un’«agenda europea per il mercato unico».








