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5 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:00

Neppure alle sorgenti si può esser certi che l’acqua sia incontaminata. Uno studio condotto tra il 2022 e il 2023 e pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Catena da un gruppo di ricerca guidato dal centro Eco Research di Bolzano su 80 sorgenti d’acqua di Trentino-Alto Adige e Tirolo ha evidenziato la presenza di alti livelli di metalli pesanti legati alla composizione geologica e al ritiro di ghiacciai e permafrost. Sono stati indagati due bacini idrografici di alta quota, compresi tra i 2.440 e i 3.400 m.s.l.m., appartenenti al bacino superiore dei fiumi Etsch e Adige, quelli dei torrenti Madriccio e Capanna del Cavallo.

Le analisi hanno rivelato che, in coincidenza delle vallate con alcuni tipi di roccia molto comuni, le sorgenti derivanti da zone di permafrost e ghiacciai sono caratterizzate da alti livelli di metalli pesanti come nichel, manganese e alluminio. Più specificatamente, il 36% delle sorgenti indagate ha registrato una concentrazione di tali sostanze superiore ai limiti imposti per l’acqua potabile dalle normative dell’Unione europea e dell’Italia. “La contaminazione da metalli pesanti delle acque d’alta quota ha a che fare sia con la geologia del territorio sia con la degradazione della criosfera, ossia con la perdita dei ghiacciai e del permafrost”, spiega Stefano Brighenti, ricercatore di Eco Research e primo autore dello studio. Che “è importante perché dimostra che dove la criosfera si degrada è molto probabile che le sorgenti d’acqua siano contaminate”, sostiene Chiara Crippa, ricercatrice dell’Istituto per l’osservazione della Terra di Eurac Research di Bolzano e seconda autrice dello studio. Insomma la crisi climatica influisce sul fenomeno della contaminazione delle acque. Dal momento che l’aumento delle temperature accelera la degradazione del permafrost e il ritiro dei ghiacciai, contribuendo al rilascio su vasta scala di metalli pesanti nelle acque alpine.