Nonostante l’incertezza sull’andamento dei costi determinata dal blocco dello stretto di Hormuz, rimane ottimistico il quadro sul futuro di Ferrarini tracciato al Sole 24 Ore dalla ad Daniela Filipaz .

«Almeno per ora la crisi ha un impatto contenuto sul nostro business – dice – e le vendite non hanno subito particolari flessioni, anche se preoccupa il calo del poter d’acquisto delle famiglie.

Dal punto di vista energetico, abbiamo investito in impianti di efficientamento nello stabilimento di Lesignano de’ Bagni e in fonti di energie rinnovabili in quello di Casatenovo.

Ciò permette di contenere l’impatto degli aumenti dell’energia».

Per il futuro le stime sono comunque positive e si fondano sulle solide basi che emergono dal primo bilancio approvato dopo l’omologa definitiva del concordato preventivo avvenuta nell’autunno scorso ( la proceduta era iniziata nel 2018 ), contestualmente all’ ingresso di Amco (società del ministero delle Finanze) con il 20% delle quote societarie.